mercoledì 26 marzo 2014

GAME OVER # 4: ENTACONSULTA



Ricordo l’esatto momento in cui misi, per la prima volta, le mani su Age of Empires. Ero con mio cugino Michele ed eravamo a casa di mia nonna, a Colliano. Mi sentii immediatamente attratto da quel mondo in cui ero signore e padrone di ciò che accadeva. Ero la mano invisibile che faceva scattare guerre inesistenti, che creava o distruggeva vite virtuali. E lo psicotico maniaco compulsivo dell’organizzazione che sono oggi già si faceva strada nel Mattia bambino. Quando mio cugino iniziò a notare che tutte le case e le strutture che creavo erano diligentemente ordinate e separate per tipologia di edificio lui mi chiese il perché ed io, secco: “son più carine così”.
Ma questa è un'altra storia. Passano gli anni e, nel lontano 2001, io vado a vedere la Compagnia dell’Anello insieme a mia madre e mio padre.


Folgorazione. 
Dipendenza. 
Disturbo. 
Ossessione. 

Mi compro e mi leggo i tre libri di Tolkien in tipo due settimane.
Rimango affascinato dall’opera originale tanto quanto da quella trilogia cinematografica che trasuda amore da ogni fotogramma.
E, fin dal primo film, mi dico tra me e me: “Pensa che figata fotonica se esce uno strategico però ambientato nel mondo della Terra di Mezzo!”

Stacco. Passiamo al 2004. Io sto da Mediaworld e per poco non vengo colto da un malore quando vedo, su uno scaffale, questa:



Acquisto il gioco con foga, lanciando una manciata di banconote sulla faccia della cassiera urlando TENGAILRESTO e fuggo biblico nella sera, diretto verso casa e verso il mio computer, consumato da una febbre oscura.

Il gioco, manco a dirlo, è una figata totale. Oltre al poter giocare con gli eserciti di Mordor ed Isengard, è uno dei primi giochi in cui il danno inflitto da creature mostruose ha un effetto reale sulla fisica del combattimento. Scordatevi quindi un soldato di Gondor che, colpito dalla mazza di un Troll, subisce solo una diminuzione della barra del vita.
Su BPLTDM i cazzo di soldati volano via. Se un dwimmerlaik plana su dei cavalieri con i suoi artigli, i cavalli vengono ghermiti e scaraventati al suolo da una considerevole altezza.
E, cosa non da poco, tutta la campagna di Isengard è doppiata da Omero Antonutti. Mica ciccia e cavoli.

E questa puntata proprio in una di quelle sessioni è ambientata. Io guidavo, come al solito, l'esercito di Isengard alla vittoria.
Lo scenario era una foresta tipo Fangorn e io avevo come capitano del mio esercito Saruman, uno dei tanti eroi malvagi disponibili. Controllo le mie forze, le mie risorse, calcolo le probabilità, sono prossimo all’attacco. Quand’ecco che, dalle fronde digitali si alza l’urlo potente e atavico degli Ent. Io, che avevo iniziato a giocare da poco, mi dico “ma pensa che figata, hanno messo l’effetto sonoro dell’urlo degli Ent perché è una foresta! Figo!”.
Subito dopo faccio quello che, di solito, non faccio mai durante una partita strategica: tanto ero sicuro della potenza del mio esercito di Uruk Hai che dico FANCULO TUTTO e faccio muovere tutte le mie forze all’attacco della città di Rohan che dovevo distruggere. Tutte le forze meno Saruman, che lascio al sicuro nel campo base. Una delle condizioni della partita, in fondo, è che lo stregone non deve morire.
La mia potente macchina da guerra marcia come un sol’uomo verso la vittoria. Le picche dei miei lancieri Uruk si mescolano con gli alberi, e la gloria è vicina. Il mio esercito ha praticamente attraversato tutta la mappa quando sento il temuto messaggio audio che i video giocatori di strategici hanno imparato a temere: una delle tue unità è sotto attacco!

Possibile? Chi ha avuto il coraggio di opporsi agli eserciti di Isengard e di Mordor? Di opporsi al potere di Sauron e di Saruman, e all'unione delle due Torri?


Che sia un ranger di Rohan? O una piccola pattuglia mandata in disperata difesa? O un lupo? Controllo la testa del mio esercito e tutto sembra tranquillo.

Poi sento l’urlo di dolore di un vecchio. Un vecchio doppiato da Omero Antonutti. E capisco. E inorridisco. Qualcuno sta malmenando il povero Saruman, rimasto indifeso a miglia e miglia dai suoi Uruk hai.
Il cursore del mouse mi riporta dall’altro lato e ho un altro tuffo al cuore. Vi ricordate l’urlo degli Ent? Quello del “che carini hanno messo l’effetto sonoro degli Ent perché è una foresta”?

Foresta ’sto cazzo.

Gli Ent erano lì, immensi e inarrestabili, a prendere a calci nelle gengive il povero stregone. Quattro di loro, se lo stavano letteralmente passando come un pallone da calcio. E, per un attimo, quell’immagine mi fece una tenerezza incredibile: uno degli stregoni più potenti dell’universo tolkienano che appariva per quello che era. Un povero vecchio, picchiato e umiliato.
Inutile dire di come feci fare all’esercito un vigoroso dietrofront, sperando in un salvataggio dell’ultimo momento.

Gli Uruk dovettero raccogliere Saruman con un cucchiaino da the.





Nessun commento:

Posta un commento